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1/9/2016

PER UNA NUOVA PINACOTECA: UN OMAGGIO AI GRANDI DONATORI a Brescia, dal 17 giugno 2016, Museo di santa Giulia

Durante il periodo di ristrutturazione di Palazzo Martinengo De Barco e in coincidenza con il prestito di 32 opere per il tour europeo della mostra Brescia. The Renaissance in Northern Italy (ora esposta a Varsavia, poi ad Helsinki e infine al Rijksmuseum Twente di Enschede sino al 18 giugno 2017), ha aperto al pubblico Per una nuovaPinacoteca: un omaggio ai grandi donatori, il nuovo percorso espositivo dedicato ai grandi collezionisti che hanno reso possibile, con il loro dono, la nascita della magnifica pinacoteca di Brescia.  
Nello spazio del Museo di Santa Giulia il percorso viene articolato in due parti tra loro complementari. Da un lato, l’esposizione dei dipinti nell’ambito del quale è riservato particolare rilievo alla storia della Pinacoteca. Si apre con un omaggio alla collezione del fondatore, Paolo Tosio e alla sua passione per il "classicismo": accanto all’Angelo di Raffaello figura una selezione di opere dal Cinquecento all’Ottocento, testimoni dell’inclinazione del conoscitore bresciano per i classici ma anche per gli artisti a lui contemporanei, in un dialogo inedito che mette a confronto Rinascimento e Neo-Classicismo, da Simone Cantarini ad Antonio Canova, da Fra’ Bartolomeo ad Andrea Appiani e Berthel Thorwaldsen. A seguire, una selezione delle opere che, nel tempo, i Civici Musei hanno acquisito a testimoniare la storia della scuola pittorica bresciana: non solo Moretto, Romanino e Savoldo, ma una raccolta di testimonianze atte a documentare una vicenda che ebbe il suo coronamento con l’opera di Giacomo Ceruti.   
Accanto alla pittura, il percorso Per una nuova Pinacoteca presenta un elemento di notevole interesse nella sala dedicata – per la prima volta in maniera esclusiva – alla vasta selezione dei vetri veneziani donati da Camillo Brozzoni. La sua collezione, che comprendeva anche pitture, per lo più di artisti a lui contemporanei, aveva la sua parte più originale nelle raccolte di arti decorative: ceramiche, oreficerie e nielli, cammei, avori e bronzetti che costituivano nel loro insieme (come argutamente notarono i critici del tempo) “un romanzo dell’industria”. Entro tali fondi, quello dei vetri merita una particolare attenzione: paragonabile alle più importanti collezioni europee (per la precocità della sua formazione e la conseguente ricchezza di materiali eccezionali e certamente autentici), la collezione Brozzoni costituisce un vero e proprio campionario delle tecniche e delle tipologie che arricchirono la produzione vetraria veneziana tra Quattrocento e Settecento, presentando una rassegna unica di forme, colori e decori fragilissimi e preziosi.  Al piano terra del Museo di Santa Giulia ha aperto anche uno spazio appena allestito allo scopo di ospitare, in un calendario di esposizioni temporanee, le collezioni di Disegni e Stampe della Pinacoteca. Il primo appuntamento sarà dedicato, in continuità con l’esposizione riservata ai dipinti, alle stampe della collezione di Paolo Tosio, parte fondamentale della donazione del conte. In particolare, questa prima mostra (che chiude il 18 settembre) ospita una scelta delle 111 stampe che ornavano la “Galleria delle Incisioni” progettata da Rodolfo Vantini all’interno dell’appartamento-museo disegnato per il collezionista bresciano: ricercate in maniera quasi maniacale, scelte in base alla qualità degli esemplari e alla rappresentatività all’interno di una storia dell’incisione letta come arte “sorella” della pittura e popolata di maestri e capolavori insuperati, queste stampe presentano un fedele specchio degli interessi del collezionista e del suo consulente, l’incisore tedesco Ludwig Grüner, autore del suggestivo allestimento. Dagli antichi maestri (Schongauer, Dürer, Luca di Leida, Marcantonio Raimondi) al Seicento con Rembrandt e i grandi protagonisti della stampa francese (Nanteuil, Masson, Edelinck), passando dai più grandi incisori di traduzione del Settecento europeo (Wille, Woollett, Earlom, Bartolozzi), l’esposizione in casa Tosio arrivava a comprendere i più celebrati incisori moderni, in primis Raffaello Morghen e Giuseppe Longhi.
La mostra in Santa Giulia, che si basa sull’inedita ricostruzione dell’antico aspetto della Galleria documentato dagli inventari e dalle lettere intercorse tra Tosio e Grüner, dà quindi conto di una parte meno nota delle collezioni del fondatore della Pinacoteca. 
 
Ingresso con il biglietto del Museo di Santa Giulia. 
 
 
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